Attraversare il bel corso Vittorio Emanuele, partendo da piazza Ciaia, sarà per te come trovarti su di una quinta di un film. A farti da scenografia tutta la bellezza di variegate linee urbane e architettoniche, cornice ideale per intrufolarti in tanti graziosi negozietti e ristoranti. Ma allo stesso tempo ammirare lungo il tragitto l’evoluzione nel tempo di una città piano piano ingranditasi. Con i suoi quartieri che, soprattutto tra la fine del Settecento e tutto l’Ottocento, si sono aggiunti all’originario nucleo urbano diviso tra il primitivo centro fortificato e il Borgo, l’ampliamento a scacchiera che si estende lungo l’asse settentrionale lungo corso Vittorio Emanuele.
Inizialmente detta via Maggiore, era l’asse viario che contraddistingueva il tragitto dal centro del casale a fuori le mura, in direzione nord-est; ancora oggi, in periferia. Ancora il suo prolungamento extraurbano unisce la campagna di Fasano a quella di Monopoli, collegando splendide masserie ed estensive coltivazioni di ortaggi e maestosi uliveti.
A restituirci la fedele immagine grafica di come era la strada nei secoli XVI e XVIII, ci pensano i cabrei, redatti per i Cavalieri di Malta, feudatari della città dal 1317 al 1808. A vederci bene in fondo non è poi cambiata così tanto questa via. Ancora oggi, oltre agli edifici religiosi e di culto (chiesa del Purgatorio e la chiesa con l’ex convento di S. Antonio dell’Ordine Minori Osservanti, del XVII secolo) sarai rapito da un’architettura residenziale che la caratterizza fortemente. Come potrai non fermarti dinanzi a palazzi borghesi e nobiliari. Quanta bellezza in quegli elementi costruttivi e decorativi che impreziosiscono gli esterni con portali su colonne, loggiati e balconate in affaccio sulle strade pubbliche e che, spesso, racchiudono all’interno giardini segreti cinti da mura.
Da ammirare: Palazzo Morelli- De Carolis con il raffinato portale d’ingresso e la loggia sovrastante. Altrettanto ammirevole il tardo-settecentesco Palazzo Ciaia, residenza del patriota della Repubblica Partenopea Ignazio Ciaia, con il piano nobile dipinto di rosso. Stupendo Palazzo Mancini-Merelaco che s’innalza maestoso di fronte al Convento dei Minori Osservanti con le sue linee architettoniche di gusto barocco e una forte impronta spagnoleggiante, molto chiara nell’edicola con la statuetta di S. Vincenzo Ferrer che ne impreziosisce l’angolo; Palazzo Marzolla-Garofalo, severo nella spartizione delle linee architettoniche, ma elegantissimo nei particolari decorativi dei balconi e delle finestre.
Quasi a fare da contraltare a queste linee nobili le tipiche abitazioni dette “alla fasanese”. Scorge questo ultimo ti sarà possibile immergendoti lungo le vie secondarie che si tagliano ad angolo retto il Corso principale, a destra e a sinistra, accresciute dalla costruzione del “soprano”, l’abitazione al primo piano
